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Info turistiche
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Antico municipio romano sorto lungo il tracciato della via Flaminia, fu scoperto alla fine del '700. L'area archeologica, si estende tra Terni e Sangemini, riserva ancora notevoli possibilità di rinvenimenti. Fra gli edifici riportati alla luce: il Foro con i resti della basilica e di due templi gemini, il il teatro e l'anfiteatro, in buono stato di conservazione. Procedendo lungo la via consolare che porta ancora i segni tracciati dai carri, si giunge all'Arco di San Damiano oltre il quale si distendono significativi monumenti sepolcrali. A fianco del Foro, con materiali archeologici reperiti autoctoni, è stata costruita la chiesa medioevale di San Damiano. Per informazioni sulle visite guidate e sulle attività didattiche telefonare allo 0744/334133 e-mail: carsulae@ternimusei.it
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La Cascata delle Marmore, con la sua stupefacente bellezza, appare come una scrosciante colonna d'acqua che si distribuisce su tre salti coprendo un dislivello di 165 metri e avvolgendo la rigogliosa vegetazione in una nuvola bianca! Lo scenario mozzafiato che si presenta agli occhi del visitatore è il frutto di oltre duemila anni di lavoro da parte dell'uomo che, a partire dall'età romana, ha canalizzato le acque del fiume Velino per farle precipitare nel sottostante fiume Nera. Per informazioni: www.marmorefalls.it
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Cesi adagiato sulle pendici del Monte Eolo, è un suggestivo borgo custode di testimonianze storico-artistiche di epoca romana e medioevale. Già roccaforte strategica per la difesa e per gli attacchi nemici. Nei palazzi più antichi sono visibili vecchi "metodi" di protezione: botole per agguati, attrezzi per il lancio di munizioni. In piena epoca medievale l'abitato inizia a prendere forma. Numerosi i palazzi nobiliari presenti nel centro storico dell'antico borgo. Il più illustre è Palazzo Contelori nei cui pressi si trova la Chiesa di San Michele Arcangelo, oggi sconsacrata e sede di un auditorium e di un centro culturale stupendo esempio di arte paleocristiana. Custodisce al suo interno preziosi reperti archeologici e pittorici. Da visitare la Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, Palazzo Stocchi, Palazzo Eustachi e la Chiesa di Sant'Onofrio immersa nell'omonimo bosco.
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Collescipoli con due campanili svettanti che sovrastano i tetti delle case caratterizzano il suggestivo profilo del paese. I palazzi nobiliari e le chiese che arricchiscono il centro storico, le mura e le porte che racchiudono il nucleo cittadino, ne attestano l?importanza avuta in passato. Da visitare: Palazzo Ungari, Cantucci, Genga di impostazione settecentesca, la Chiesa di San Nicolò di fattura romanica, di Santa Maria (Collegiata) del primo Medioevo con decorazioni barocche e pregevoli dipinti. Al suo interno è possibile ammirare lo splendido organo Hermans, uno dei pochi esistenti in Europa.
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Comprende: i fiumi Velino e Nera, il Lago di Piediluco, la Cascata delle Marmore. L'area protetta si estende per una superficie complessiva di oltre 2 ettari ed interessa parte della Valnerina, da Terria fino alla Cascata delle Marmore (Collestatte Piano). La presenza di ecosistemi di macchia mediterranea, rendono unico e variegato l'impatto paesaggistico e la qualità naturalistica della zona. Lungo i fiumi e i torrenti si registra la presenza di una ricca fauna acquatica e ittica. All'interno del Parco sono presenti testimonianze culturali, archeologiche e monumentali di rilievo: il Ponte del Toro realizzato in età Augustea, i basolati di Collestatte. All'interno del Parco, ricca è l'offerta sportiva: rafting, canyoning, arrampicata, speleologia, trekkimg, mountain bike. Per informazioni: www.raftingmarmore.com
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Piediluco un pittoresco centro il cui nome significa "ai piedi del bosco sacro". Con un assetto rimasto quello del medio evo, con le sue basse casette colorate, è in realtà dislocato nello stretto lembo di terra che corre tra il lago ed il monte. Il lago che prende il nome dal paese, è tanto irregolare da sembrare un lago alpino. Molto suggestivo, è circondato da rilievi boscosi, tra i quali è caratteristica per la sua forma di largo cono la montagna dell'Eco. Questa montagna deve il suo nome al fatto che è in grado di rimandare un intero endecasillabo in maniera perfetta.
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Il ciclo di racconti per ragazzi Le Cronache di Narnia di Clive Staples Lewis, scritto fra il 1950 e il 1956, è ambientato in un luogo che presenta notevoli somiglianze con la città di Narni, antica roccaforte dell'impero romano a sud dell'Umbria. Durante le sue ricerche sulla storia romana ad Oxford, Lewis si ispirò a diverse descrizioni dell'antica Narnia e mostro al suo biografo Walter Hooper, l'antico atlante su cui aveva sottolineato il nome della città umbra. Sebbene lo scrittore inglese non avesse mai visitato Narni, i suoi abitanti amano evidenziare le somilianze tra la Narnia storica e la Narnia mitica del romanzo. Il simbolo della città è il grifone e nel libro come pure nel film che ne è stato tratto nel 2005, questo animale mitologico è presente. Nella quarta navata della Cattedrale di San Giovenale sono custoditi i resti della beata Lucia, che ricorda la Lucy Pevensie del libro. Al palazzo comunale, nella piazza principale, cercate la statua di pietra del leone, l'Aslan di Narni. E se scendete lungo la via Flaminia verso il ponte di Augusto fermatevi a metà strada per osservare un altare di pietra preromano, simile a quello su cui fu sacrificato Aslan. Narni è a pochi chilometri dalla nostra struttura
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Pur mostrando anche nel tessuto urbanistico evidenti influssi di epoca romana, mantiene sostanzialmente intatto un aspetto antico - medioevale, dovuto al periodo in cui fu prima fiorente Ducato longobardo, e poi importante centro dello Stato pontificio. Alle più antiche origini di Spoleto appartengono l'arco di Druso del 23 d.C. (presso la chiesa romanica di Sant'Ansano), il Teatro romano, la cui costruzione si fa risalire ai primi anni dell' Impero, oltre alla basilica paleocristiana del IV secolo di San Salvatore (a circa 1.2 km a nord). A poca distanza dalla duecentesca chiesa di S.Gregorio Maggiore, caratterizzata dalla suggestiva zona absidale e dal presbiterio rialzato, si trovano ancora un Ponte Romano detto anche Sanguinario a tre arcate in blocchi di travertino e l'anfiteatro del II sec. d.C. Monumenti di epoca più recente ma di altrettanto fascino sono le chiese di San Domenico e di San Ponziano entrambe erette intorno al XII secolo. Di grande interesse è sicuramente la chiesa di San Pietro per gli straordinari bassorilievi che ne ornano la facciata duecentesca. Dallo spazio antistante San Pietro si gode un'ampia vista che abbraccia tutta Spoleto fino al possente Ponte delle Torri, (dieci arcate alto 80 metri e lungo ben 230), il quale collega la Rocca, realizzata a partire dal 1352 per ordine del Cardinale Egidio Albornotz e su progetto di Matteo Gattaponi, alle pendici del monte che domina la cittadina. Proprio Monteluco fu il monte sacro agli anacoreti che qui si stabilirono a partire dal VII sec. fondando il convento di San Francesco a circa 8 km dal centro abitato e la chiesa di San Giuliano. Sicuramente indimenticabili per chi ha la fortuna di visitare questi luoghi saranno l'intero complesso del Duomo eretto nel XII sec. e caratterizzato oltre che dalla ricchezza degli arredi interni dai mosaici bizzantineggianti della sua facciata, e la chiesa romanica di Sant'Eufemia. Fra le più importanti manifestazioni che sono organizzate nella città merita senza dubbio una particolare menzione il Festival dei due Mondi.